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Basilica di Superga a Torino

La basilica di Superga
La basilica di Superga
Interno della Basilica di Superga
Interno della Basilica di Superga
La cupola della Basilica di Superga
La cupola della Basilica di Superga
Panorama dalla cupola di Superga
Panorama dalla cupola di Superga
Il chiostro di Superga
Il chiostro di Superga

Per adempiere al voto di Vittorio Amedeo II

Uno dei punti più alti e panoramici della collina di Torino, il colle di Superga a 669 metri di altitudine, fu scelto dal Duca Vittorio Amedeo II di Savoia per farvi erigere una chiesa, affinché fosse visibile da tutta la città e fosse visivamente collegata e allineata, lungo l'asse della "Strada di Rivoli" (ora Corso Francia), con il Palazzo Reale di Torino e con il Castello di Rivoli, quest'ultimo destinato, secondo i progetti (mai completati), a divenire la reggia esterna alla capitale.
Nella primavera dell'anno 1706 Torino si organizzava per difendersi dal previsto assedio dell'esercito francese, che aveva già occupato il resto del Piemonte, Nizza e la Savoia, secondo la volontà di Luigi XIV, che mirava a conquistare l'intero Ducato di Savoia, Piemonte compreso, annettendolo alla Francia. Il 12 maggio dello stesso anno il forte esercito francese raggiunse la città di Torino, assediandola e bombardandola per quattro mesi. Il 28 agosto il Duca di Savoia, Vittorio Amedeo II, e il Principe Eugenio di Savoia-Carignano - al comando dell'alleato esercito austriaco - si incontrarono sul colle di Superga per esaminare meglio, da quella sommità, il campo di battaglia. Le cronache riportano che i capi dei due eserciti sabaudo ed austriaco salirono una seconda volta sul colle di Superga, il 2 settembre dello stesso anno 1706, e insieme entrarono nella piccola chiesetta posta sul colle, che fungeva allora da parrocchia per i pochi fedeli della collina. In quella circostanza fu celebrata una messa propiziatoria, in cui si cantò solennemente l'"Ave Maris Stella". Giunti al versetto "mostra Te esse Matrem" (dimostraci che sei madre), Vittorio Amedeo II si prostrò ai piedi della statua della Vergine e fece voto che, in caso di vittoria, avrebbe innalzato sul colle un magnifico tempio a lei dedicato, tanto imponente da essere visto da tutta la città e dalle pianure e colline del Piemonte. I due nobiluomini a capo dei due eserciti, scesi dal colle, misero in esecuzione il loro piano di battaglia e, anche grazie all'eroico sacrificio di Pietro Micca, il 7 settembre sconfissero in maniera definitiva l'esercito francese. La popolazione, venuta a sapere del voto del duca, attribuì la vittoria all'intercessione della Madonna. Per qualche anno lo Stato ed il Comune di Torino, reduci da una durissima guerra, non ebbero le risorse economiche per sostenere i costi che l'adempimento del voto comportava. Soltanto nel 1717 Vittorio Amedeo II, che nel frattempo aveva ricevuto prima la corona di Sicilia e poi di Sardegna (assumendo pertanto il titolo di Re di Sardegna), poté adempiere al voto, ponendo la prima pietra del "glorioso Tempio votivo in onore della Madonna, salvatrice di Torino". Per la costruzione della nuova ed altissima basilica, in segno di ringraziamento verso la Madonna, alla quale il duca aveva chiesto aiuto per vincere sui Francesi, Vittorio Amedeo II chiamò a Torino uno dei massimi architetti europei dell'epoca, il messinese Filippo Juvarra (1678-1736), che operò anche in molti altri edifici di Torino e dintorni, prima di trasferirsi a servizio presso la corte spagnola, morendo a Madrid.

In origine sul colle di Superga esisteva già una cappella (quella nella quale Vittorio Amedeo II espresse il voto), che fu abbattuta nel 1715-16 per erigervi la nuova grandiosa basilica con annesso convento. Fu inoltre necessario spianare la sommità della collina, abbassandola di 40 metri e acquistare ulteriori terreni da privati. Dopo gli scavi nel terreno, il 20 luglio 1717 fu posata la prima pietra, alla presenza del Governatore di Torino, in rappresentanza del Re.
Dopo 14 anni di lavori, il 1 novembre 1731 la basilica fu inaugurata e aperta al pubblico con una solenne cerimonia, cui presenziarono il Re Carlo Emanuele III (figlio e successore del re Vittorio Amedeo II, ispiratore e ideatore della Basilica), l'architetto progettista della basilica Filippo Juvarra, i convittori e numerose autorità civili.

Al di là delle motivazioni religiose, è chiaro che la scelta di una posizione preminente a dominio sulla città e su gran parte del Piemonte per erigervi la basilica di Casa Reale contribuiva a sottolineare esplicitamente l'affermazione della dignità regale e del simbolismo dinastico.

Nell'architettura della basilica Filippo Juvarra rielaborò con qualità ed estro le proprie fonti (dai modelli romani a Fischer von Erlach), realizzando non un semplice santuario, bensì una sorta di "tempio regio", con carattere di emblema dinastico.
La chiesa, dedicata alla natività di Maria, è caratterizzata da una slanciata cupola ottagonale alta 65 metri (ma la croce sulla lanterna si trova a 75 metri di altezza dal suolo), ai cui lati sorgono due eleganti campanili gemelli alti 60 metri, e da un alto e profondo pronao in marmo di Gassino a otto colonne corinzie. L'interno, concepito come un vasto e luminosissimo invaso, è solenne ed a pianta circolare ed è sormontato dalla cupola a doppia volta, sorretta da otto colonne e illuminata da otto finestroni. All'interno l'altare maggiore, la cui cornice fu disegnata da Filippo Juvarra, è arricchito da un bassorilievo marmoreo di Bernardino Cametti, che rievoca la gloriosa battaglia per la liberazione dall'assedio di Torino. La chiesa è arricchita da due cappelle principali e quattro secondarie, che custodiscono importanti opere di Claudio Francesco Beaumont, Sebastiano Ricci, Bernardino Cametti, Agostino Cornacchini e Giovan Battista Bernero. La più importante delle cappelle è la Cappella del Voto, alla quale si accede dal breve corridoio a sinistra dell'altare maggiore, nella quale è collocata una statua seicentesca in legno dipinto, che raffigura la Madonna e che ricorda il luogo esatto in cui Vittorio Amedeo II avrebbe fatto il voto alla Vergine in occasione dell'assedio di Torino del 1706. Si pensa che tale statua della Madonna sia la stessa donata alla preesistente parrocchia di Superga dal Comune di Torino nel 1624. Alla destra del presbiterio l'ampia sacrestia rivestita da armadi in legno di noce è opera di Juvarra.
Una scala di 137 gradini conduce alla balconata all'esterno della cupola, da cui si gode di una vista impareggiabile su tutta la città di Torino e, se il cielo è particolarmente limpido, su gran parte del Piemonte e su tutto l'arco delle Alpi Occidentali, dalla Liguria alla Lombardia.
Alle spalle della chiesa si estende un ampio monastero con chiostro, eretto sempre su disegno dello Juvarra, che in origine ospitava la Congregazione dei Sacerdoti Regolari, istituita da Vittorio Amedeo II nel 1730, ai quali il re affidò la formazione dell'alto clero. Di quest'epoca rimangono scaffalature settecentesche e parte della biblioteca. La congregazione fu soppressa al tempo della Rivoluzione Francese, ma il monastero è ancora oggi utilizzato dal clero.
Nei sotterranei del complesso barocco fu costruito un grande mausoleo a più vani, che ospita i sepolcri di 58 membri di Casa Savoia, fra cui tutti i re da Vittorio Amedeo II a Carlo Alberto, le regine e tutti i principi dal Settecento in poi (con il trasferimento della capitale a Roma, i sovrani successivi a Carlo Alberto furono sepolti nel Pantheon). Il complesso delle Tombe Reali, già previsto dallo Juvarra, fu sistemato definitivamente dal 1773 al 1778 ad opera di Francesco Martinez, nipote dello Juvarra, in collaborazione con gli architetti Carlo Amedeo Rana, Bosio e Ravelli e fu inaugurato dal re Vittorio Amedeo III, nipote del fondatore della Basilica. Nella cappella centrale delle Tombe Reali (che si trova sotto la basilica), con pianta a croce e rivestita di marmi e stucchi dorati, si trova la tomba di Carlo Alberto. Agli angoli smussati di questa cappella si trovano le statue della Fede, della Carità, della Speranza e del Genio delle Arti, opere di Ignazio e Filippo Collino (1778). In cappelle laterali si trovano le tombe dei re Vittorio Amedeo II (opera di Francesco Martinez), di Carlo Emanuele III, di Vittorio Amedeo III (opera di Filippo Collino), di Vittorio Emanuele I. Nella cripta delle regine è notevole il monumento a Maria Adelaide d'Austria, di Pietro Della Vedova, cui si deve pure il monumento a Maria Vittoria duchessa d'Aosta. Fra le altre regine sono qui sepolte anche Maria Teresa di Lorena, Maria Clotilde di Savoia e Maria Pia regina del Portogallo.

La Basilica di Superga, una delle opere più importanti e imponenti dello Juvarra, costituisce uno dei simboli che caratterizzano la città di Torino ed è una delle mete turistiche più frequentate dai visitatori sia italiani sia stranieri.

Informazioni: ingresso gratuito alla basilica, a pagamento alla balconata panoramica della cupola ed alle tombe reali. Le visite alle tombe reali sono accompagnate da personale della società Artis Opera, affidataria dei servizi del complesso monumentale: Tel. e Fax 0118997456 - E-mail: bookshop@basilicadisuperga.com. Per gli orari di apertura ed i costi dei biglietti, consultare il sito internet www.basilicadisuperga.com

Dal 1997 tutto il complesso della Basilica di Superga, comprese le tombe dei reali sabaudi, è tutelato dall'Unesco, che lo ha iscritto fra i beni considerati "Patrimonio dell'Umanità".

Località: Torino (TO) Regione: Piemonte


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