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Palazzo a Vela a Torino

Il Palazzo a Vela o Palavela
Il Palazzo a Vela o Palavela
Il Palazzo a Vela o Palavela
Il Palazzo a Vela o Palavela
Il Palazzo a Vela o Palavela
Il Palazzo a Vela o Palavela
Interno del Palavela
Interno del Palavela
Campionati mondiali 2010 di pattinaggio di figura al Palavela
Campionati mondiali 2010 di pattinaggio di figura al Palavela

Da Italia '61 alle Olimpiadi 2006

In occasione del primo centenario dell'Unità d'Italia (1961) una vasta zona non ancora urbanizzata della città di Torino, nel quartiere Millefonti e sulla riva sinistra del Po, fu completamente trasformata, creando una nuova grande arteria stradale (che fu chiamata Corso Unità d'Italia) ed un nuovo parco urbano, che fu poi chiamato Parco Italia '61, dal nome dell'esposizione "Italia '61" che qui ebbe luogo. Le principali strutture costruite nel parco per l'occasione furono il laghetto, la ferrovia monorotaia e la sua stazione, la funicolare che superava il Po e portava in collina, il villaggio ora divenuto campus dell'Onu e due grandi palazzi.
Il palazzo più meridionale del Parco Italia '61 fu progettato da Pierluigi e Antonio Nervi e ad esso fu dato il nome di Palazzo del Lavoro.
Al centro del parco fu invece costruito il Palazzo delle Mostre, detto Palazzo a Vela o PalaVela a causa della sua forma assai particolare, che ricorda una grande vela. I lavori per la costruzione del palazzo iniziarono nel 1958. Il progetto fu degli architetti Annibale e Giorgio Rigotti, che idearono la vela, e di Franco Levi, Gustavo Colonnetti e Nicolas Esquillan, che progettarono le strutture al di sotto della vela. Con i suoi 16.000 mq, il Palazzo a Vela conservò a lungo il primato europeo per la più grande volta in cemento armato. La pianta del palazzo in origine era un esagono iscritto in un cerchio di 150 metri di diametro, mentre la vela, in cemento armato precompresso, era (ed ancora è) costituita da tre volte accostate che si intersecavano, tra loro ruotate di 120° e ancorate a terra in tre dei sei vertici dell'esagono, con tiranti sotterranei che scendono fino a 1,80 m di profondità, per un'altezza massima di 29 metri.

A differenza di altre strutture costruite per la medesima occasione, al termine dell'esposizione "Italia '61" il Palazzo a Vela non fu demolito, in quanto poteva essere riutilizzato per ospitare mostre ed eventi.
Il palazzo negli anni '80 e '90 del secolo scorso fu adibito anche a palestra di arrampicata sportiva al coperto.
All'inizio del XXI secolo il Palazzo a Vela fu quasi completamente rifatto. Per ospitare le gare di pattinaggio di figura e di short track dei XX Giochi olimpici invernali "Torino 2006", nel 2002, fu indetto un concorso internazionale per la ristrutturazione del palazzo, con due obiettivi prioritari: restauro del Palavela e localizzazione al suo interno delle specialità olimpiche di pattinaggio artistico e short-track e successivo utilizzo post-olimpico dell'impianto quale struttura polivalente.
Al concorso vinse il progetto dell'architetto Gae Aulenti e dell'ingegnere Arnaldo De Bernardi, che prevedeva l'eliminazione delle vetrate originali e la costruzione di un nuovo edificio indipendente, sotto la grande volta, da restaurare e conservare inalterata. Fu deciso di dividere l'operazione in due lotti: il primo relativo alla messa in sicurezza della volta esistente e il secondo relativo alle nuove costruzioni.
Del palazzo originario fu conservata esclusivamente la caratteristica copertura, che gli dà il nome, mentre tutte le strutture sottostanti furono demolite. Per alcuni mesi fu quindi possibile ammirare la sola vela in tutta la sua ardita bellezza. I lavori per la realizzazione del progetto di Gae Aulenti e Arnaldo De Bernardi furono diretti da Giorgio Nicola Siniscalco. Le modifiche al palazzo suscitarono critiche, in quanto nella nuova struttura erano scomparse le caratteristiche vetrate, anch'esse a forma di vela. Al di sotto della conservata volta a vela in cemento armato fu costruito un edificio indipendente e dalla forma più tradizionale.
La nuova versione del Palazzo a Vela si compone di due costruzioni strutturalmente indipendenti, con proprie caratteristiche formali, che si compenetrano. La storica vela resta elemento di riferimento visivo sia dall'interno sia dall'esterno. La nuova struttura è formata da due corpi accostati, composti da setti murali paralleli, con coperture a quote differenti (in funzione dell'altezza variabile della vela) tra loro collegati da una copertura spaziale reticolare: il corpo a sud-est/sud-ovest, destinato agli spettatori dei settori 1 - 2 e il corpo nord-est/nord-ovest, destinato alla "famiglia olimpica", agli atleti e ai media, per un totale di 8250 posti a sedere. I setti e i muri perimetrali di chiusura sono in cemento armato, faccia a vista, realizzato con particolari casseforme che nascondono i fori d'ancoraggio, lasciando a vista la sola fuga, verniciati con vernice acrilica protettiva coprente di colore rosso fiammante (il colore delle Olimpiadi di Torino). Ulteriore movimento è dato dai corpi scala esterni in cemento a vista di colore naturale, che danno accesso ai tre livelli interni. Il risultato è una struttura asimmetrica che mostra prospettive molto varie dalle diverse angolature. In particolare percorrendo via Ventimiglia il prospetto appare più "compatto" ad altezza costante se si percorre la via da sud verso nord; muovendosi in direzione contraria si svela invece la complessità dei differenti volumi che compongono il blocco nord. Tutto il progetto ha cercato di dare risalto a entrambe le strutture. In corrispondenza dei tre punti di fondazione della volta sono state realizzate tre vasche con fari posizionati sotto acqua. Tali "vasche illuminanti" svolgono la doppia funzione di esaltare la vela e di impedire al pubblico di avvicinarsi ai punti in cui essa tocca il suolo.
L'interno è creato in uniformità con l'esterno. Al centro del palazzo si trova la pista di pattinaggio (riadattabile e riadattata a vari usi: campo da pallacanestro, pallavolo, ecc.) dalle dimensioni di 30x60 metri, delimitata da una fascia bordo-pista di 3 metri e circondata da tre ordini di gradinate. Questi spazi sono coperti con una struttura spaziale reticolare in acciaio, trattata con finitura a zinco, impostata a quota 16,33 m, che accoglie i servizi tecnici destinati alla grande sala: luci, musica, tabellone per i punteggi.

Il rifacimento del palazzo fu completato in soli 15 mesi, dall'ottobre 2003 al dicembre 2004, con un costo complessivo di 54.560.000 euro. Il nuovo Palazzo a Vela fu inaugurato il 12 gennaio 2005.

Fra le principali manifestazioni sportive ospitate nel nuovo PalaVela si ricordano i Campionati europei di pattinaggio di figura e di short-track (gennaio 2005), le gare di pattinaggio di figura e di short track dei XX Giochi olimpici invernali (febbraio 2006), le gare della XXIII Universiade invernale (gennaio 2007), Coppa del Mondo di Short track (dicembre 2007), i Golden Skate Awards (ottobre 2009 e 2010), i Campionati mondiali di Pattinaggio di figura (marzo 2010).
Curiosità: in "The Italian job", film del 1969 del regista scozzese Peter Collinson, l'esterno del Palazzo a Vela costituisce la scena di un inseguimento tra le automobili della polizia e le automobili "Mini" dei rapinatori in fuga, che per sfuggire salgono sulle "vele".

Il Palavela si trova a poche decine di metri dal confine del Parco del Po Torinese.

Nei mesi invernali la pista olimpica di pattinaggio del Palazzo a Vela è aperta e fruibile da tutti. Negli altri periodi dell'anno il Palazzo a Vela è aperto solo in occasione di eventi sportivi o culturali.
Sito internet: www.palavelatorino.it

Località: Torino (TO) Regione: Piemonte


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